<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!--Generated by Squarespace Site Server v5.0.0 (http://www.squarespace.com/) on Thu, 08 Jan 2009 05:37:35 GMT--><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><title>Chi e' causa del suo mal...</title><subtitle>Chi e' causa del suo mal...</subtitle><id>http://sergiobarenco.squarespace.com/chi-e-causa-del-suo-mal/</id><link rel="alternate" type="application/xhtml+xml" href="http://sergiobarenco.squarespace.com/chi-e-causa-del-suo-mal/"/><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://sergiobarenco.squarespace.com/chi-e-causa-del-suo-mal/atom.xml"/><updated>2007-04-13T19:24:53Z</updated><generator uri="http://www.squarespace.com/" version="Squarespace Site Server v5.0.0 (http://www.squarespace.com/)">Squarespace</generator><entry><title>Chi e' causa del suo mal...</title><id>http://sergiobarenco.squarespace.com/chi-e-causa-del-suo-mal/2007/3/25/chi-e-causa-del-suo-mal.html</id><link rel="alternate" type="text/html" href="http://sergiobarenco.squarespace.com/chi-e-causa-del-suo-mal/2007/3/25/chi-e-causa-del-suo-mal.html"/><author><name>sergio barenco scritti</name></author><published>2007-03-25T11:27:35Z</published><updated>2007-03-25T11:27:35Z</updated><content type="html" xml:lang="it-CH"><![CDATA[<p><strong><span class="full-image-float-right"><img style="width: 114px; height: 83px" alt="hilton.jpg" src="http://sergiobarenco.squarespace.com/storage/hilton.jpg" /></span>In Ticino gli alberghi chiudono...</strong></p><p><strong>Gli albergatori in primis e il Cantone non possono non recitare un &quot;mea culpa&quot;...</strong></p><p>&nbsp;</p><p>Il Comitato direttivo di Svizzera Turismo ossia dell&rsquo;ente che si occupa della promozione del turismo verso la Svizzera a livello nazionale, si e&rsquo; riunito negli scorsi giorni in Ticino. </p><p>Oltre allo scontato invito a unire le forze per ottenere i migliori risultati possibili, ha espresso timori per la continua chiusura - meglio sarebbe dire moria&hellip; - di alberghi, in particolare in Ticino. </p><p>Sono circa 60 gli alberghi che hanno chiusi i battenti, in Ticino, negli ultimi 20 anni mentre i pernottamenti del settore sono scesi dai 3,8 milioni del 1980 ai nemmeno 2,6 milioni nel 2003. </p><p>Il problema dell&rsquo;industria alberghiera ticinese, non e&rsquo; comunque tanto il numero degli alberghi quindi dei letti disponibili quanto il non avere saputo adeguarsi alle nuove esigenze del turismo odierno. Solo alcuni alberghi di Ascona (e dintorni) e pochi a Lugano (e dintorni) sono oggi parecchio attrattivi e quindi destinazioni ancora ambite, competitive con l&rsquo;offerta alberghiera di vacanza europea. </p><p>Cosa ha fatto la categoria per mantenere viva la destinazione turistico alberghiera ticinese ? Purtroppo non molto. Negli anni buoni, nei decenni 1970/80 si e&rsquo; arroccata sulle posizioni raggiunte, ostacolando anche la possibile concorrenza ulteriore. Non suggeriva di certo alle banche di concedere crediti ipotecari per nuovi alberghi. I nuovi stabilimenti sorti in quegli anni - e purtroppo non sono molti&hellip; - vennero costruiti pi&ugrave; o meno con capitali propri degli iniziatori. L&rsquo;auspicio dell&rsquo;ETT, oggi Ticino Turismo, di vedere aprire a Lugano un grande nuovo albergo, con almeno 300 camere, gestito da un&rsquo; importante catena internazionale, venne prontamente soffocato. Eppure un Hilton, o un Sheraton, o un Hyatt, o un Mariott o altro ancora della stessa caratura, avrebbe fatto fare al turismo luganese e quindi ticinese un balzo in avanti. Avrebbe fatto entrare Lugano e il Ticino in un nuovo circuito turistico; in una nuova dimensione, pi&ugrave; moderna, pi&ugrave; internazionale e indotto i presenti a mettersi &ldquo;al passo&rdquo;. Nulla da fare. L&rsquo;ETT ha dovuto starsene zitto. </p><p>Il Cantone, intanto, preferiva sostenere le&hellip; stazioni invernali (impianti sciistici) e le imprese di trasporto turistico. Se le numerose decine di milioni di franchi investite in tale modo - inutile farne l&rsquo;elenco&hellip; tutti se ne ricordano - fossero state utilizzate per favorire la costruzione di nuovi complessi alberghieri - e anche per ammodernare gli alberghi esistenti e con un futuro - ora l&rsquo;industria alberghiera ticinese e il turismo ticinese tutto non si troverebbero nella situazione in cui sono caduti. Sono stati veramente tanti i milioni di franchi utilizzati per finanziare funivie, funicolari, cabinovie, seggiovie, skilift e persino &ldquo;gatti delle nevi&rdquo;, mentre il ritorno ottenuto e&rsquo; stato minimo. Il Cantone (gestione Marina Masoni) &eacute; giunto persino a sussidiare a fondo perso, con poco meno di 1 milione di franchi, una funicolare che ha sempre fatto utili, distribuendo dividendi anche del 20 %, senza mai accantonare nulla per gli investimenti futuri, e che null&rsquo;altro e&rsquo; che un &ldquo;lift inclinato&rdquo; che porta al ristorante a nemmeno 900 m s/m. </p><p>Le grandi catene alberghiere mondiali non costruiscono praticamente mai, loro stesse, gli immobili </p><p>destinati ad alberghi. Li prendono solo in gestione, in affitto. Gli imprenditori privati non hanno investito, in Ticino, in tale direzione. Non lo hanno fatto non solo perch&eacute; la categoria degli albergatori pigiava piuttosto sul pedale del freno ma anche, e forse soprattutto, perch&eacute; l&rsquo;Ente pubblico mai ha dimostrato grande interesse verso il settore dell&rsquo;economia, il turismo, che rappresentava pur sempre oltre il 20 % del prodotto cantonale lordo. Con alcuni incentivi, eventualmente anche con una partecipazione finanziaria non necessariamente a fondo perso, gli investimenti ci sarebbero stati. Dove sta scritto che l&rsquo;Ente pubblico non possa favorire, con un intervento finanziario importante, in aggiunta alle possibilit&agrave; di aiuto da parte della Confederazione (&ldquo;credito alberghiero&rdquo;, che aiuta per lo pi&ugrave; solo gli alberghi al nord delle Alpi), la costruzione di un grande albergo (o due: uno a Lugano e uno a Ascona/Locarno), da dare in gestione a una grande e importante catena alberghiera internazionale ? Per l&rsquo;economia del Cantone e&rsquo; forse maggiormente utile investire centinaia di milioni di franchi in un impianto di distruzione dei rifiuti (nemmeno necessario perch&eacute; gli impianti gi&agrave; esistenti in Svizzera dispongono di sufficiente capacit&agrave; e importano rifiuti dall&rsquo;estero!) come giustamente ha fatto notare, sempre negli scorsi giorni, Dick Marty, presidente di Svizzera Turismo ? Fernando Brunner, presidente della Societ&agrave; cantonale degli Albergatori ha recentemente dichiarato che la costruzione di un inceneritore per rifiuti, nei pressi dei castelli di Bellinzona, patrimonio Unesco dell&rsquo;umanit&agrave;, rappresenta &ldquo;la mancanza di </p><p>una radicata mentalit&agrave; e coscienza turistica&rdquo;. E poi, perch&eacute; sembrerebbe che per Edo Bobbi&agrave;, segretario della Societ&agrave; svizzera impresari costruttori, sezione Ticino, sia pi&ugrave; importante costruire un inceneritore da 250 milioni di franchi invece di due grandi alberghi, da 125 milioni di franchi l&rsquo;uno ? </p><p>Le nuove destinazioni turistiche, nostre concorrenti, non possono che&hellip; ridere di noi. Peccato. </p><p>Sergio Barenco </p><p><em>Pubblicato su laRegioneTicino del 15 luglio 2006 </em></p><p><em>Premiato con una &ldquo;rosa&rdquo; da Il Caffe&rsquo; del 16 luglio 2006 </em></p>]]></content></entry></feed>