1970 - 2010

Appello a I Verdi

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APPELLO

ALLA DIREZIONE E AL COMITATO DE I VERDI

IN OCCASIONE DELLE “CLAUSURA” DEL 28 E 29 APRILE 2007

 

 

Care Amiche, cari Amici,

Ho lasciato il Partito socialista lo scorso anno, dopo la decisione dei suoi Commissari della “legislazione” di affossare, de facto, l’iniziativa “28 inceneritori bastano !”.

E’ stata una decisione – quella di lasciare – dolorosa ma sono passato a I Verdi con entusiasmo. Vedevo nel partito de I Verdi un movimento di gente tranquilla, riflessiva, consapevole sino in fondo della necessità di difendere l’ambiente nel quale ci troviamo a vivere, con una gerarchia “piatta” nel senso positivo del termine.

Nel contempo però, da altri nuovi arrivati, venivano importati nel partito modi di porsi, di intendere e volere, di muoversi, di fare che saranno anche “normali” in altri partiti ma che assolutamente non sono i “miei”. Questi “nuovi” metodi, io nel partito de I Verdi non li vedo e non voglio nemmeno immaginarli. “Combines”, tresche, sgomitate, ambizioni che vanno oltre una sana misura, sgambetti e altro ancora sono cose avulse al mio “mondo” e quindi le rifuggo.

Ad alcuni, tra I Verdi, che ho conosciuto come compagni di “cordata” alle recenti elezioni per il Gran Consiglio, tali nuovi modi di muoversi e di fare sono piaciuti e li hanno adottati in fretta. Per

fortuna non sono in molti anzi, si contano sulle dita di una sola mano. Spero che questi si accorgano altrettanto in fretta di avere imboccato una strada forse non la migliore per un partito come quello de I Verdi e che si ravvedano.

Questi I Verdi, chiaramente per meglio praticare i nuovi sistemi, stanno ora spingendo per un’impostazione “verticistica” della leadership del Partito. Ambizioni smisurate, ego smodati

e inevitabilmente correnti varie che riporterebbero a più leaders verrebbero a galla. Potrebbe essere molto negativo per I Verdi.

Io, preferirei vedere I Verdi come una grande orchestra, dove ogni singolo componente interpreta la sua parte in base alle sue sensibilita' e cultura, con un coordinatore "inter pares" che fa si che i suoni emessi diventino un vero... concerto.

Comunque non mi permetto qui di dire che il “nuovo corso” sia da rifiutare, da combattere. Sono uno degli ultimi arrivati e me ne guarderei bene

dal farlo.  Passasse pero’ questo “nuovo corso”.. io chiederei scusa per il fastidio arrecato e mi farei da parte.

Grazie per la comprensione.

Sergio Barenco

26 aprile 2007

 

Posted on sabato, aprile 28, 2007 at 02:25PM by Registered Commentersergio barenco scritti | Comments3 Comments